Teatro Comunale di Belluno

ARCHITETTURA La costruzione, edificata su progetto dell’architetto feltrino Giuseppe Segusini, risale al 1833-35 e tutt’ora caratterizza l’impostazione architettonica della città, sia dal punto di vista prettamente urbanistico che sociale, imponendosi come elemento significante di Piazza Vittorio Emanuele e fungendo da chiusura alla zona est di Piazza dei Martiri. L’architetto Segusini per il Teatro Comunale della città di Belluno ha optato per un monumentale stile Neoclassico, dove la facciata risulta impostata su quattro poderose colonne corinzie, reggenti a loro volta la parte superiore dell’edificio, come se si trattasse di un grande architrave. La parte superiore è ornata a sua volta da quattro statue, che risultano essere un chiaro richiamo settecentesco, pur rimanendo in linea con l’antichità classica presente nella costruzione. Le quattro statue raffiguranti Adone, Onfale, Ercole e Diana, risultano essere un acquisto effettuato dai bellunesi dagli eredi di Antonio Canova, un rafforzo al richiamo classico della struttura. I due leoni alla base, opera dello scultore Pietro Zandomeneghi, reggono tra le zampe anteriori rispettivamente una maschera e una cetra. Secondo Florio Miari, che nel suo Dizionario storico-artistico-letterario bellunese (1843) descrive il nuovo Teatro, rappresentano la Commedia e l’Opera, mentre secondo l’interpretazione più recente del De Bertoldi, simboleggerebbero la Poesia e la Musica. A Zandomeneghi si devono anche i bassorilievi di Euridice e Orfeo posti nell’atrio. La facciata principale risulta riccamente ornata da nicchie ovali sormontate da fiori in gesso dove sono contenuti i busti dei rettori veneti, decorazioni floreali sulle finestre, finte finestre per i cartelli degli spettacoli, bugnato in intonaco e due lampioni posizionati in corrispondenza delle due estremità. Il Teatro venne restaurato nel 1866, con un intervento di rifacimento dell’interno ad opera di Emilio Bovio di Feltre, per adeguare l’edificio alle nuove esigenze degli spettatori e delle opere proposte nello spazio.

Per una lettura più approfondita:
BIBLIOGRAFIA
•De Bortoli Gigetto, Moro Andrea, Vizzutti Flavio, Belluno: storia, architettura, arte, in Varie, Belluno, Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, vol 9, 1984
•Il Teatro Comunale di Belluno, (a cura di) Bellumat Editrice, Belluno, Comune di Belluno, 1992
SITOGRAFIA
http://www.osservatoriospettacoloveneto.it/schede_profilo.asp?tipo=teatro&user=184
http://archivio.comune.belluno.it/teatro-comunale/

 

Residenza

Il Comune di Belluno in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti ha dal 2015 avviato un’esperienza altamente innovativa per la gestione del Teatro Comunale. Si tratta della Residenza teatrale che ha coinvolto tre diverse entità culturali operanti sul territorio – Circolo Cultura e Stampa Bellunese, Tib Teatro, SlowMachine – per la programmazione teatrale stagionale. La soluzione ha consentito di ottenere un’offerta culturale variegata e ha permesso di sollecitare l’interesse di ampie fasce di pubblico che vanno dall’età scolare, a quella giovanile, all’utenza più tradizionale.

Circolo Cultura e Stampa Bellunese
www.circoloculturaestampabellunese.it

Tib Teatro
www.tibteatro.it

SlowMachine
www.slowmachine.org

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